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Evento NESSUNO ESCLUSO – Considerazioni

Evento NESSUNO ESCLUSO – Considerazioni

Le classi 5B AFM e 5A CAT, sono state selezionate per partecipare dal vivo all’evento “NESSUNO ESCLUSO” che si è svolto Giovedì 20 Ottobre, a Milano,  presso il Piccolo Teatro Studio Melato: si è trattato di un incontro, organizzato dalla associazione “EMERGENCY”,  sul tema dei diritti umani quali fondamento per una cultura di pace e di vivere civile. Sono stati presenti il fondatore di Emergency, Gino Strada e la figlia Cecilia, attuale presidente: un percorso di analisi delle dinamiche migratorie, delle cause che le generano (guerre, povertà, carestie, persecuzioni politiche, limitazioni delle libertà di pensiero ed espressione), delle modalità con cui i movimenti migratori si realizzano, per arrivare ad una descrizione delle condizioni in cui i migranti vengono accolti e alle loro prospettive future.

Riportiamo le riflessioni di due alunne della classe 5B AFM

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L’esperienza con ”Emergency”, personalmente, la considero positiva. Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a questo evento dal vivo, a differenza degli oltre 2000 studenti aderenti a questa manifestazione e che hanno partecipato attraverso il collegamento via satellite dai cinema di tutta Italia. Ci siamo recati presso il Piccolo Teatro Studio Melato di Milano insieme ai nostri compagni del corso CAT. L’incontro è durato due ore nelle quali Cecilia Strada, la presidentessa dell’associazione, Gino Strada, il fondatore e altri esponenti hanno parlato dei problemi riguardanti i migranti verso l’Italia e l’Europa ma anche  di come tali persone vengano viste come un ulteriore peso per la società, di come vengano escluse da essa e di come non ricevano una minima comprensione da parte di alcuni.

Cecilia Strada è stata quella capace di evidenziare, senza peli sulla lingua, i problemi riguardanti l’integrazione e le ripercussioni in campo economico e sociale: spiegando come alcuni italiani credano che gli stranieri rubino i loro lavori.

La verità è che gli stranieri non arrivano in Italia per giocare a carte o per pretendere un posto di lavoro al quarto piano di un edificio in bella vista, ma al contrario, il più delle volte quello che trovano va bene, basta che possano portare a casa  un po’ di soldi per mantenere i figli o addirittura da dare a persone terze per crescere i loro figli,  ad esempio nonni e zii.

Io penso che purtroppo ci sono tante persone che ancora non considerano l’immigrazione come un problema serio poichè non tocca la loro vita, le loro passioni ed abitudini,  o semplicemente perché non lo vivono e non l’hanno mai vissuto. E va bene così… alcune persone sono più fortunate rispetto ad altre. Ma dal momento che uno non sa le sofferenze dei migranti, non deve esprimersi.

Io essendo straniera mi ci sento un po’ vittima, e penso anche di di parlare ”in modo superficiale” anche a nome degli altri stranieri venuti qui in Italia abbandonando amicizie, parenti per ricominciare una nuova vita da zero.

L’immigrazione è un problema grave, che però dev’essere risolto in modo che tutti noi possiamo vivere al meglio in mezzo agli altri. Siamo tutti persone e come tali dobbiamo aiutarci a vicenda.

Madalina Burlacu 5B AFM

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Devo ammettere che prima del 20 ottobre, giorno in cui si è tenuto questo evento organizzato da Emergency, non avevo una chiara opinione sul tema dell’immigrazione, come penso non l’avessero altri ragazzi.

Emergency è un’organizzazione indipendente che offre cure mediche e chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime di guerra, mine antiuomo e della povertà.

Non conoscevo dati specifici, come ad esempio il numero d’immigrati sbarcati in Italia; sapevo qualche informazione attraverso i media, tg o dibattici televisivi, ma non mi sono mai effettivamente documentata.

Credo, quindi, che sia stato di fondamentale importanza farci conoscere dati e informazioni oggettive.

Tra queste mi ha stupito venire a conoscenza del grande numero di minori non accompagnati che sbarcano nel nostro Paese. È vero che molti di loro non provengono da Paesi in guerra ma, come ci hanno fatto riflettere, cosa spinge un genitore ad allontanare il proprio figlio, oserei dire abbandonarlo a sé stesso, facendogli affrontare un viaggio rischioso verso una meta sconosciuta? Approdare in una terra nuova dove neanche si parla la sua lingua? Solo un genitore disperato che vuole offrire un futuro migliore e a volte una speranza di vita arriva a prendere questa decisione.

Mi ha colpito molto l’intervento di Cecilia Strada, Presidente di Emergency, che ci ha fatto riflettere su quanto siamo fortunati ad appartenere a paesi occidentali dove vengono garantiti i diritti  fondamentali e dove la ricchezza, per quanto possa esserci povertà in alcune zone, ci permette di soddisfare i bisogni primari, di vivere una vita dignitosa e, nel nostro e nel mio caso specifico, di disporre anche più del necessario.

Martina Vettorello 5B AFM

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